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Addio mia cara Alda.

“Alda chi”?.Guardai Simona con occhi saccenti  e scettici misti ad un pizzico di curiosità.

Dopotutto lei era una delle poche a regalarmi , costantemente, meraviglia.

“ Alda Merini è per molti una pazza, per me è un poeta. Poeta meraviglioso”

E mi racconto , con devozione quasi, la vita di questa donna. Delle sue tragedie, delle sue paure , dei suoi amori , del suo “ fuggire”.

E sarà  la voce di chi ami profondamente, ma mi innamorai di Alda senza ancora aver letto niente di lei.

E Simona nei momenti in cui le nebbie si facevano più fitte mi ripeteva sempre” T’amo , t’amo il resto è nulla , ogni sogno ha il suo disagio”.

E poi fini, come finiscano tante cose.  Mi erano rimaste , come suo lascito, le parole di Alda a Meravigliarmi.

In continuazione , con ossessione.

Ossessione che si contrapponeva alle sue parole. Leggere e profonde. Leggere e profonde come solo il tocco del sole primaverile.

Ed oggi Alda te ne sei andata. In sofferenza? Come se  soffrire fosse la tua condicione sine qua non.

Come se la sofferenza , Alda , fosse il pegno , il prezzo , il genio delle tue parole.

Che ti sia Lieve la terra , mia cara Alda.

Che ti sia lieve la terra.

Grazie.

 

Dove le ombre  crescono

Sin quasi a traspirare luce, sui portali del giorno,

Io soffro la dolente immagine del mio pallido vivere malcerto.

Dove già s’ode stridere catena

Rugginosa di brama e di condanna,

so che cadrò dannata dai miei limiti

 

Alda Merini

Pubblicato il 1/11/2009 alle 22.56 nella rubrica Spleen.

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