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Ci vorrebbe Gina

 

Ci vorrebbe Gina, oggi.

Ci vorrebbe Gina che alle manifestazioni portava tanti fazzoletti rossi e li legava ai nostri polsi
Gina che quando sentiva troppi discorsi sulla prima mozione o sulla seconda o sul massimalismo o minimalismo o cazzate così ci diceva seria : “ avete ancora la bocca che vi puzza di latte è vi perdete in queste seghe mentali”
Ci vorrebbe Gina e il suo mangianastri con le canzoni di Ferrè e i libri di Pavese.
Gina e le nottate passate a creare manifesti , striscioni e volantini e il suo termos Blu pieno di nero bollente
Gina che diceva “bisogna leggere tanti libri in misura uguale alle suole di scarpe consumate” perché le lotte mica potevi farla solo con i libri, con la cultura
Gina a cui non è mai piaciuto Prodi, per lei era solo un servo della Democrazia Cristiana.
Gina e la sua risata, “ prima o poi sorgerà il nostro sole”.
Gina e la piana di Sibari e gli operai
Gina che mi diceva che era sempre meglio ascoltare ciò che lo “ stomaco “ ti suggeriva, perché la mente ti inganna più volte di quante Giuda ha tradito GesuCristo.

E forse questa l’unica cosa che possiamo fare, oggi che politicamente non contiamo niente: Ritornare in strada, leggere meno libri ed ascoltare di più chi ci sta di fronte.
Consumare le scarpe.
E son sicuro che in modo o nell’altro Gina la ritrovo lì: in strada, a lottare.

Pubblicato il 15/4/2008 alle 20.51 nella rubrica Diario.

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