.
Annunci online

HeartProcession
Il mio mondo tra cravatte e buffoni
CULTURA
1 novembre 2009
Addio mia cara Alda.

“Alda chi”?.Guardai Simona con occhi saccenti  e scettici misti ad un pizzico di curiosità.

Dopotutto lei era una delle poche a regalarmi , costantemente, meraviglia.

“ Alda Merini è per molti una pazza, per me è un poeta. Poeta meraviglioso”

E mi racconto , con devozione quasi, la vita di questa donna. Delle sue tragedie, delle sue paure , dei suoi amori , del suo “ fuggire”.

E sarà  la voce di chi ami profondamente, ma mi innamorai di Alda senza ancora aver letto niente di lei.

E Simona nei momenti in cui le nebbie si facevano più fitte mi ripeteva sempre” T’amo , t’amo il resto è nulla , ogni sogno ha il suo disagio”.

E poi fini, come finiscano tante cose.  Mi erano rimaste , come suo lascito, le parole di Alda a Meravigliarmi.

In continuazione , con ossessione.

Ossessione che si contrapponeva alle sue parole. Leggere e profonde. Leggere e profonde come solo il tocco del sole primaverile.

Ed oggi Alda te ne sei andata. In sofferenza? Come se  soffrire fosse la tua condicione sine qua non.

Come se la sofferenza , Alda , fosse il pegno , il prezzo , il genio delle tue parole.

Che ti sia Lieve la terra , mia cara Alda.

Che ti sia lieve la terra.

Grazie.

 

Dove le ombre  crescono

Sin quasi a traspirare luce, sui portali del giorno,

Io soffro la dolente immagine del mio pallido vivere malcerto.

Dove già s’ode stridere catena

Rugginosa di brama e di condanna,

so che cadrò dannata dai miei limiti

 

Alda Merini


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Alda Merini

permalink | inviato da HeartProcession il 1/11/2009 alle 22:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
DIARI
22 gennaio 2007
Caldo , Orwell, Bellezza e Bruttezza

“Fa troppo caldo per pensare in questi giorni , fa troppo caldo sempre ultimamente”

Una buona scusa per non rispondere alle domande di una  amica sempre troppo premurosa mentre un bitter bianco ristagnava  nel bicchiere  

 

Discussioni più o meno amene sul vino e su quanto sia buono :

Di amici me ne ha portato via più il vino che l’eroina.

E sorrido amaramente perché sembra che essi continuino ad esistere solo nella mia testa.

Forse è ora che decida veramente ad elaborare i miei lutti e farmene una ragione.

 

Oggi mi sento come “ baby’s coming back to me “ di Jarvis  ex front man dei Pulp.

Gran bel disco il suo ultimo lavoro.

Post it per un futuro  prossimo.

 

Ad un tavolo vicino parlano del GF: My dear Orwell come siam caduti in basso vero?.

Ed eri pure un socialista mentre oggi sei  “lo scrittore preferito della gioventù di destra” ( nota personale , cosi per far rosicare i miei amici destroidi)

Sempre meglio tu che altri comunque  , che ne so un Bevilacqua o una Fallaci( altra nota personale giusto per far rosicare un pochetto chi so io)

 

Che poi dico io cazzo avranno da dire su dodici imbecilli che si rinchiudono volontariamente in una casa?

 

L’Italia un paese di comare.

 

Dio quanto manca di poesia questo fottuto mondo.
Manca di poesia e di Bellezza
C'è bruttezza in ogni cosa e in ogni campo


Ma di che cazzo mi lamento  quanto a mancare è finanche una decente sanità .
Non voglio ospedali a cinque stelle , voglio ospedali dai quali uscire, possibilmente sulle mie gambe, se non è chiedere troppo

 

Ah , siamo arrivati alla frutta. Marcia

 




permalink | inviato da il 22/1/2007 alle 19:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
DIARI
8 gennaio 2007
Roma da Quassù
Roma da quassù
È un foglio in bianco e nero
Strappato ad un libro di storia
Inconcepibile ,
quasi una bestemmia

E a bestemmiare invece
Son io.
Bestemmio a bassa voce ,
con sorriso amaro di scorta
che sa molto retrò con retrogusto demodé

Da qualche parte una chiave
Cambia mano , cambia padrone

Poco lontano un sabba proletario,
un corpo nudo
un iniziato.
Gocce di sangue versate inutilmente
Non credo fosse mio

Accorgersi di perdersi
Ancor prima che il macellaio lanciasse
I dadi
Il trucco sotto gli occhi , ma scommetti lo stesso
Mentre in lontananza un tramonto viene squarciato
Dai rami di un albero.
Quanto di più vicino all’idea di uno stupro

Roma da quassù
ha le sembianze di un mare azzurro.
Per scherzo e per scherno inscenerei il mio suicidio
e cercherei le lacrime dei miei cari amici
Sommerso alla fine tra gli sberleffi
e la continuità della loro vita



permalink | inviato da il 8/1/2007 alle 20:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
DIARI
19 dicembre 2006
WELBY e i miei troppi IO

Ancora  nessuna nuova sul fronte Welby

Tutto fermo, quasi come una ghigliottina  che uccide tutte le speranze alla sentenza del tribunale di Roma , il quale riconosce che in Italia sull’argomento c’è un vuoto giuridico.

 

In pratica, così facendo, il tribunale di Roma passa la palla alla Politica.

Ai tempi della politica.

Che di per se equivale ad una condanna al dolore prolungato

 

L’altro giorno parlando tra amici sul diritto ad una morte giusta  e consapevole ho rivissuto due immagini  del mio passato uguali e allo stesso tempo così tremendamente distante l’una dall’altra.

 

Ho pensato a mia cugina, sul letto morente, sterminata da un cancro invasivo.

Ripeteva in continuazione: “ non voglio morire”

Era un grido flebile e disperato.

Mia cugina aveva  paura di morire, il dolore di mia cugina erano due figli che non avrebbe più rivisto, che non avrebbe visto farsi uomo e donna , che non avrebbe visto sposarsi , che non avrebbe visto felici per la nascita di un figlio.

Mia cugina era terrorizzata, credo, dalla morte, dal dubbio che la morte è la morte di tutto, niente paradisi o simili costruzioni mentali pronte a accoglierla a braccia aperte.

Era la paura, la disperazione del non più.

Mia cugina, sono sicuro di questo, mai e poi mai avrebbe chiesto l’eutanasia dal suo dolore, sarebbe rimasta aggrappata alla vita , se avesse potuto,  con ogni mezzo.

 

Un passo indietro con la mente di alcuni anni.

Mia nonna.

Mai visto una persona soffrire in punto di morte come lei.

Mai visto tutto un corpo così devastato dalla malattia.

Andai a trovarla gli ultimi giorni in ospedale dopo un periodo  di non visite forzate.

Ricordo gli avvertimenti di mia madre, disperata( come può accettare una figlia le urla di dolore di una madre che chiede incessantemente di morire…): “ attento che non è più la tua principessa tutta sorridente”

Ma nessun avvertimento rendeva giustizia allo strazio che ebbi davanti.

Non riconobbi mia nonna, non ne riconobbi il corpo, tutta rinsecchita.

Non riconobbi nemmeno la voce: Una voce che agognava la morte poiché niente era di sollievo contro le sofferenze

Mi teneva la mano e mi sussurrava: “non c’è la faccio più”…dio mio l’avrei aiutata io solo se avessi potuto, e in quel momento non mi sarei certamente sentito colpevole

Mia nonna aveva la paura della morte? Non lo so , sono sicuro che ebbe più paura delle settimane che ancora trascorse in quel letto a spegnersi lentamente soprafatta da un dolore enorme

 

Quindi ritornando a Welby  … io non so cosa farei.

Io non so come mi comporterei se mi trovassi nella situazione di Welby-

 

E mentre scrivo mi accorgo di far gia un errore.

Ho scritto due “ io “ di troppo.

 

Non sono io che sto male, non sono io che in questo momento desidero la mia morte.

E’ Welby che sta male.

E’ Welby che soffre  le pene d’inferno.

E’ Welby che non ha più niente da chiedere a questa vita se non una morte felice.

E’ Welby che non ha paura della morte stessa

Potrei star qui a far un pistolotto contro i vigliacchi , si vigliacchi, titoli dei giornali cattolici:” La veglia degli assassini” , in riferimento alle manifestazioni di appoggio a Welby di sabato e domenica scorsa.

Ma a cosa servirebbe ?

 

Lasciatelo andare, tutti, lasciatelo andare incontro alla sua morte, alla  liberazione dal dolore

Il suo dolore
Abbiate rispetto.

Che cazzo.




permalink | inviato da il 19/12/2006 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte



Antipixel di SocialDust Blog Aggregator


Fabrizio De André                                                                                                 
E tu, tu la chiami guerra.                                                                                       
E non sai che cos'è.


Tacito
Dove fanno il deserto,
quello chiamano pace

Sto leggendo




Disco della settimana
Baby Dee-Safe inside the day



 


Oggi ti regalo( tanto non mi costa un cazzo)









Blog-Show la vetrina italiana dei blog!

VISTI E RIVISTI NEL 2008


Ascoltati nel 2008


BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Iscritto su Aggregatore.com Aggregatore Iscritto su FromBlogs.com [Valid RSS] Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360°

 provenienti dal mondo dei blog!



IL CANNOCCHIALE